Mi faccio il libro

Mi faccio il libro

domenica 29 dicembre 2013

Appunti. I gradi dell’aggettivo qualificativo, i pronomi personali e il pronome relativo ( lezione del 7 gennaio 2014 )

L’aggettivo qualificativo “ alto “

  1. Bogdan è alto ( viene espressa semplicemente una qualità, l’aggettivo qualificativo è al grado positivo ).
  2. Bogdan è più alto di Claudio ( una qualità viene messa a confronto tra due persone, l’aggettivo qualificativo è al grado comparativo ).
  3. Claudio è meno alto di Bogdan ( una qualità viene messa a confronto tra due persone, l’aggettivo qualificativo è al grado comparativo ).
  4. Bogdan è altissimo  ( il soggetto possiede la qualità al massimo grado, l’aggettivo qualificativo è al grado superlativo assoluto )
  5. Bogdan è il più alto della classe 1^ G ( il soggetto possiede la qualità al massimo grado in relazione a un gruppo, l’aggettivo qualificativo è al grado superlativo relativo ).

Aggettivo qualificativo: grado positivo, grado comparativo ( di maggioranza, di minoranza e di uguaglianza ) e grado superlativo ( assoluto e relativo ). 
Felic/issimo, stra/felice e molto felice: superlativi assoluti. 


I pronomi personali

La mattina io mi sveglio insieme a te.

“ Io “, “ mi “ e “ te “ si riferiscono a persone, io è il soggetto della frase, mentre te esprime un complemento introdotto da “ insieme a “ e mi introduce un verbo riflessivo. 
Io: pronome personale soggetto.
Te: pronome personale complemento.
Mi: pronome personale riflessivo.


Il pronome relativo

Ho comprato quel libro. Mi hai consigliato un libro.
Ho comprato quel libro che ( “ che “ sostituisce “ un libro “ e mette in relazione le due frasi  ) mi hai consigliato.
Che = pronome relativo. 
Occorre distinguere “ che ” pronome relativo da “ che “ congiunzione. Solo nel primo caso posso sostituire il che con il quale, la quale, le quali, i quali.  

Penso che tu sia sportivo ( che: congiunzione ). 

sabato 30 novembre 2013

Mentre gli aggettivi aggiungono un'informazione ad un sostantivo, i pronomi sostituiscono un sostantivo, un verbo, un aggettivo o un'intera frase ( lezione del 10 dicembre )

Il tuo libro rosso è su quel tavolo. Alcuni vestiti sono sulle due sedie. Quali jeans vuoi indossare? Quanta fretta!

Individuiamo i sostantivi nei tre suddetti periodi. Ci sono alcune parole che sono accostate ad essi? Che cosa indicano? Quali informazioni ci offrono?

Tuo: indica che il libro è appartiene a te.

Quel: indica che il tavolo è lontano sia da chi parla sia da chi ascolta, quindi la sua posizione.

Alcuni: c'è un certo numero di vestiti, ma non conosciamo la quantità precisa.

Due: indica la quantità precisa delle sedie, il numero.

Quali e quanta: accompagnano due parole introducendo allo stesso tempo una frase interrogativa e una esclamativa.

Tutte le suddette parole aggiungono un'informazione al sostantivo a cui sono accostati, pertanto si definiscono aggettivi, aggiungono un qualcosa che non è indispensabile. Potremmo, per esempio, accontentarci di " il libro è sul tavolo ".

Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio libro blu è su questo tavolo.

Possiamo notare che nella seconda parte del periodo si ripetono "libro" e "tavolo", ciò risulta fastidioso! Proviamo a sostituire i due termini.

Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio è su questo.

"Mio" e "questo" sostituiscono "libro" e "tavolo", pertanto si chiamano pronomi, cioè sono al posto del nome.

In classe vengono distribuite le fotocopie contenenti la classificazione degli aggettivi e dei pronomi.

lunedì 25 novembre 2013

Riepilogo sui verbi, articoli e sostantivi ( lezione del 25 novembre 2013 )

Verbo transitivo:

a) forma attiva;

b) forma passiva;

c) forma riflessiva propria, apparente, reciproca.



Verbo intransitivo:

a) forma attiva;

b) forma impersonale;

c) intransitivo pronominale.


Finora abbiamo individuato, per l'analisi grammaticale, le caratteristiche di 3 parti variabili di un testo, ossia gli articoli, i sostantivi e dei verbi:

1) articolo determinativo/indeterminativo/partitivo, maschile/femminile, singolare/plurale;

2) nome comune/proprio, individuale/collettivo, primitivo/derivato/alterato/composto, genere e numero;

3) voce del verbo ….., transitivo/intransitivo, forma attiva/passiva/riflessiva propria, apparente, reciproca, intransitivo pronominale /impersonale, 1/2/3 coniugazione regolare o irregolare, tempo …. , modo …... , ….persona, singolare/plurale.

Quando non c’è il soggetto si tratta di verbi impersonali ( lezione del 26 novembre )




Domani mattina piove, mentre nel pomeriggio c’è il sole e fa caldo. Sembra che la primavera sia già arrivata. E‘  necessario che indossi una giacca più leggera e che abbia un ombrello sempre con me. Si dice che marzo sia pazzarello.

Sottolinea i verbi e cerca di individuare i soggetti che compiono o subisco l’azione.

Piove, fa caldo, sembra, è necessario e si dice: 

1 non hanno il soggetto, pertanto sono detti verbi impersonali;

2 sono alla terza persona singolare;

3 non sono seguiti dal complemento oggetto, quindi si tratta di verbi intransitivi.


I verbi privi di soggetto sono intransitivi impersonali e si usano solo alla terza persona singolare. 


a ) Verbi che indicano fenomeni atmosferici;

b ) accadere, sembrare, bastare, fare + caldo/freddo, ecc.;

c ) si + 3^ persona singolare: si dice, si vede, ecc.;

d ) è possibile, è utile, è necessario, è bene.

mercoledì 20 novembre 2013

Compio un'azione che allo stesso tempo subisco, forma riflessiva ( 20 novembre 2013 )


La mattina quali azioni compio?


Alle ore 7 mi alzo, poi mi lavo e mi pettino. In cucina bevo il latte con i biscotti. Dopo aver fatto colazione lavo il mio tazzone. Alle 7.30 esco per andare a scuola. 

1. Mi lavo. 

Chi compie l'azione? Io. Che cosa faccio? Lavo. Chi/che cosa lavo? Lavo me stesso! Quindi compio l'azione, ma allo stesso tempo la subisco.

2. Dopo aver fatto colazione lavo il mio tazzone.

Chi compie l'azione? Io. Che cosa faccio? Lavo. Chi/che cosa lavo? Lavo il tazzone.  Compio semplicemente un'azione.

Qual è la differenza tra " lavo" della prima frase e "lavo" della seconda? 

Nel primo caso l'azione che compio si riflette su me stesso, inoltre la voce verbale è preceduta da "mi". Io mi lavo -> io lavo me. 

I verbi, che indicano un'azione che il soggetto compie su se stesso, cioè si riflette su se stesso, sono detti riflessivi. Si riconoscono facilmente perché sono preceduti dai pronomi riflessivi mi, ti, si, ci, vi.

Consideriamo i seguenti 4 casi in cui ci sono verbi preceduti da pronomi riflessivi.

3 Io mi lavo ( io lavo me stesso, "mi" è un complemento oggetto -  chi? che cosa? ).
4 Io mi lavo la faccia ( io lavo la faccia a me stesso, non direttamente me stesso, "mi" è complemento di termine - a chi? a che cosa? - ).
5 In cucina io e mio fratello ci salutiamo ( io e mio fratello ci scambiamo un'azione ).
6 Io mi accorgo di aver versato del latte sul pavimento ( "mi" non sta né per "me stesso" né per "a me stesso", semplicemente è un pronome riflessivo che serve a coniugare il verbo intransitivo "accorgersi" ).

Rileggendo la definizione di verbi riflessivi, tutti i 4 casi sono riflessivi veri e propri?

Solo "mi lavo" della frase n.3 è un verbo riflessivo proprio, gli altri sono riflessivi impropri.

Un verbo può avere la forma attiva, quella passiva e quella riflessiva propria/impropria.

Un verbo riflessivo proprio è transitivo? Sì, "mi" è un complemento oggetto.

giovedì 7 novembre 2013

Un'esercitazione sui verbi ( lezione dell'8 novembre ) - le lezioni precedenti sono state svolte sul libro di testo di antologia/epica

" La cura " è una canzone scritta dal cantautore italiano Franco Battiato e dal filosofo Manlio Sgalambro per il testo, e dallo stesso Battiato per la musica.



1 ) Trascrivi sul quaderno tutte le voci verbali distinguendo i verbi transitivi e quelli intransitivi, la forma passiva e quella attiva;

2 ) trasforma le frasi con il verbo attivo in frasi con lo stesso verbo in forma passiva.

sabato 26 ottobre 2013

Il pizzaiolo attivo e la pizza passiva ( lezione di martedì 5 novembre )



Quali azioni compie un pizzaiolo per preparare una pizza?

1 Il pizzaiolo prepara l’impasto costituito da farina, acqua e lievito.
2 Mescola i tre ingredienti.
3 Fa lievitare l’impasto per due ore.
4 Unge una teglia.
5 Stende l’impasto nella teglia.
6 Inforna la pizza nel forno.
7 Serve la pizza ai clienti.

Quali azioni subisce la pizza?

1 L’impasto costituito da farina, acqua e lievito viene preparato dal pizzaiolo.
2 I tre ingredienti vengono mescolati ( dal pizzaiolo ).
3 L’impasto viene fatto lievitare per due ore.
4 Una teglia viene unta.
5 L’impasto viene steso nella teglia.
6 La pizza nel forno viene infornata.
7 La pizza viene servita ai clienti.

I verbi che indicano le azioni compiute dal pizzaiolo sono detti ATTIVI, mentre quelli che esprimono le azioni subite dalla pizza sono PASSIVI.




giovedì 24 ottobre 2013

Verbi transitivi e intransitivi ( lezione del 25 ottobre )







Mentre siamo per strada, vediamo da lontano il nostro amico Marco che compie una serie di azioni. Cerchiamo di capire quando qualcuno o qualcosa subisce le sue azioni oppure quando queste si esauriscono in sé.


1 Marco passeggia. ( l’azione si esaurisce in sé )
2 Marco entra in una gelateria. ( l’azione si esaurisce in sé )
3 Marco mangia un gelato. ( l’azione ricade su qualcuno o qualcosa )
4 Marco getta la coppa del gelato nel cestino. ( l’azione ricade su qualcuno o qualcosa )
5 Marco esce dalla gelateria. ( l’azione si esaurisce in sé )
6 Marco passeggia di nuovo. ( l’azione si esaurisce in sé )

I verbi che indicano un’azione che ricade su qualcuno o qualcosa sono detti transitivi, mentre quelli che indicano un’azione che si esaurisce in sé sono detti intransitivi.
In caso di dubbio basta ricordare che i verbi transitivi sono seguiti dal complemento oggetto ( chi ? Che cosa? ), mentre quelli intransitivi mai.
Marco mangia – che cosa? – un gelato.
Marco entra – dove? – in una gelateria.

Consideriamo queste due frasi:
Ho finito il compito per domani / La lezione è finita alle 11. Che cosa notiamo rispetto al verbo finire?
Nel primo caso è usato come transitivo, nel secondo caso come intransitivo.


giovedì 10 ottobre 2013

Ancora sui modi e tempi verbali ( lezione dell'11 ottobre )



Riconosci le voce verbali e trascrivile sul tuo quaderno indicando la coniugazione di appartenenza, il modo ( indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio ), il tempo, la persona ( 1^, 2 ^ o 3^ ) e il numero ( singolare/plurale ). Sottolinea con il colore rosso i verbi ausiliari, con il verde i servili e con il giallo i fraseologici.  

Una precisazione: verbi ausiliari, servili e fraseologici ( lezione dell'11 ottobre ).




Riprendiamo le seguenti frasi del testo della canzone di Ivano Fossati e sottolineiamo i verbi che abbiamo già riconosciuto nella lezione precedente.


Proprio sul filo della frontiera il commissario ci fa fermare, su quella barca troppo piena non ci potrà più rimandare, su quella barca troppo piena non ci possiamo ritornare. ….

Pane e coraggio ci vogliono ancora che questo mondo non è cambiato, pane e coraggio ci vogliono ancora, sembra che il tempo non sia passato, pane e coraggio commissario che c'hai il cappello per comandare, pane e fortuna moglie mia che reggi l'ombrello per riparare


Come sono raggruppate le voci verbali?

In alcuni casi c’è un solo verbo, in altri due verbi vicini, l’uno precede e accompagna l’altro.
“Fa” nell'espressione “fa fermare” è un verbo fraseologico.
“ Possiamo” in  “possiamo ritornare”  è un verbo servile.

“È” in “è cambiato”  è un verbo ausiliare.

Essere, avere e venire ( solo per la forma passiva ) sono verbi ausiliari perché aiutano tutti gli altri verbi a formare i tempi composti. Ovviamente possiamo trovarli anche da soli con un significato proprio: Luca è uno studente che ha una media alta.
Dovere, potere, volere e sapere sono detti servili perché accompagnano un altro verbo all’infinito presente.

Fare, lasciare, stare per, accingersi a, cominciare a, mettersi a, continuare a e finire di, seguiti da un infinito presente, sono verbi fraseologici. Anche stare e andare seguiti da un gerundio sono verbi fraseologici ( sta giocando a calcio da un’ora, va dicendo certe sciocchezze ).

Come si procede nell'analisi grammaticale delle suddette voci verbali?
Fa fermare: vanno analizzate separatamente, quindi il presente indicativo del verbo fare e l’infinito presente di fermare.

Possiamo ritornare: analizzate come il presente indicativo del verbo potere e l’infinito presente di ritornare.

E’ cambiato: considerate come un’unica voce verbale.


venerdì 4 ottobre 2013

Modi e tempi verbali ( lezione dell'8 ottobre )

Il cantautore genovese Ivano Fossati nella canzone " Pane e coraggio " tratta il dramma degli immigrati sbarcati sulle coste italiane. 

Riconosci le voce verbali e trascrivile sul tuo quaderno indicando la coniugazione di appartenenza, il modo ( indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio ), il tempo, la persona ( 1^, 2 ^ o 3^ ) e il numero ( singolare/plurale ).



Proprio sul filo della frontiera il commissario ci fa fermare, su quella barca troppo piena non ci potrà più rimandare, su quella barca troppo piena non ci possiamo ritornare. 

E sì che l'Italia sembrava un sogno steso per lungo ad asciugare, sembrava una donna fin troppo bella che stesse lì per farsi amare, sembrava a tutti fin troppo bello che stesse lì a farsi toccare. 

E noi cambiavamo molto in fretta il nostro sogno in illusione, incoraggiati dalla bellezza vista per televisione, disorientati dalla miseria e da un po' di televisione. 

Pane e coraggio ci vogliono ancora che questo mondo non è cambiato, pane e coraggio ci vogliono ancora sembra che il tempo non sia passato, pane e coraggio commissario che c'hai il cappello per comandare, pane e fortuna moglie mia che reggi l'ombrello per riparare. 

Per riparare questi figli dalle ondate del buio mare e le figlie dagli sguardi che dovranno sopportare e le figlie dagli oltraggi che dovranno sopportare. 

Nina, ci vogliono scarpe buone e gambe belle, Lucia. Nina, ci vogliono scarpe buone, pane e fortuna e così sia, ma soprattutto ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un'altra che non ci vuole. 

Proprio sul filo della frontiera commissario ci fai fermare ma su quella barca troppo piena non ci potrai più rimandare su quella barca troppo piena non ci potremo mai più ritornare.

Il verbo ( lezione del 4 ottobre )

Quali sono i verbi in queste tre frasi? Quale indica un modo di essere, quale un avvenimento e quale un'azione?

1 Domani mangeremo una pizza a Firenze. ( azione )
2 Sono contento per la tua vittoria. ( modo di essere )
3 Un tronco è caduto sulla sua automobile.  ( avvenimento )

Perché cambia la voce del verbo cantare? Quale parte viene modificata?

4 Ieri cantavo sotto la doccia.
5 Domani canterò durante una festa.

Sul vocabolario quale voce trovo? Cantare, ossia l'infinito presente.

Radice + desinenza ( indica la persona e il numero, il tempo e il modo ). 

Definizione: un verbo è una parte variabile del discorso che indica un'azione, un avvenimento e un modo di essere di una persona, di un animale o di una cosa nel tempo passato, presente e futuro.

Nelle prossime lezioni riconosceremo altri aspetti del verbo giungendo ad una sua analisi completa:

voce del verbo ….., transitivo/intransitivo, forma attiva/passiva/ riflessiva, 1/2/3 coniugazione, tempo …. , modo …... , ….persona, singolare/plurale.

lunedì 30 settembre 2013

Alla ricerca dei verbi della favola " Il lupo e l'agnello " di Fedro ( lezione del 1 ottobre )



Leggiamo la famosissima favola “ Il lupo e l’agnello “ scritta dall’autore latino Fedro. 
Proviamo a sottolineare i verbi in questo modo: con il colore rosso quelli che indicano un’azione, un avvenimento e un modo di essere al presente, con il blu quelli al passato e con il nero quelli al futuro.

Un lupo ed un agnello, spinti dalla sete, erano giunti allo stesso ruscello. Più in alto si fermò il lupo, molto più in basso si mise l'agnello.

Allora quel furfante, spinto dalla sua sfrenata golosità, cercò un pretesto di litigio.

" Perché ", disse, " intorbidi l'acqua che sto bevendo? "

Pieno di timore l'agnello rispose:

"Scusa, come posso fare ciò che tu mi rimproveri? Io bevo l'acqua che passa prima da te".

E il lupo, sconfitto dall'evidenza del fatto, disse:

" Sei mesi fa hai parlato male di me ". 

E l'agnello ribatté:

" Ma se non ero ancora nato! "

Hai ragione, fu tuo padre a parlar male di me “ disse il lupo.

E subito gli saltò addosso e lo sbranò fino a ucciderlo ingiustamente.

Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.



venerdì 27 settembre 2013

Analisi della favola " Il corvo e la volpe " di Esopo ( lezione del 27 settembre )

In rosso i sostantivi e in blu gli articoli.


Un corvo aveva rubato un pezzo di carne ed era andato a posarsi su  un albero. Lo vide la volpe e desiderosa di impadronirsi della carne, si piantò là sotto e cominciò a tessere le lodi della perfezione e della bellezza del corvo: nessuno era più adatto di lui, sostenne, a essere il re degli uccelli, lo sarebbe diventato senz’altro se avesse avuto anche una bella voce. Il corvo allora, deciso a mostrare che neanche questa gli mancava, lasciata cadere la carne si mise a gracchiare a pierdifiato.  La volpe si precipitò ad afferrare il bottino, dicendo: oh corvo, se avessi anche un po' di cervello, davvero non ti mancherebbe nulla per diventare re degli uccelli .....
Ecco una favola fatta apposta per lo  stolto.

giovedì 26 settembre 2013

Esercitazione sui sostantivi e sugli articoli ( lezione del 24 settembre )

Ascoltando e leggendo due volte il testo della canzone " Meraviglioso " del gruppo salentino Negramaro, riconosci e scrivi sul quaderno i sostantivi. 



Nel testo della canzone " Vivo per lei " eseguita da Bocelli e Giorgia, riconosci e annota sul quaderno gli articoli.

domenica 22 settembre 2013

I sostantivi, II parte ( lezione del 21 settembre )



1 Chi lavora alla cassa del supermercato? La cassiera. Quando termina il suo turno di lavoro consegna l’incasso ad un responsabile.

Nella frase n.1 quali parole sono simili? Quale gruppo di lettere hanno in comune?

Cassa = cass ( radice )/ a ( desinenza );
cassiera = cass ( radice ) / ier ( suffisso ) / a ( desinenza );
incasso = in ( prefisso ) / cass ( radice ) / o ( desinenza ).

Incasso e cassiera derivano da cassa. Cassa è un nome primitivo ( costituito solo dalla radice e dalla desinenza ), mentre gli altri due sono nomi derivati ( oltre alla radice e alla desinenza ci sono un prefisso e/o un suffisso ).

2 Un pesce ha mangiato un pesciolino.

Quali sono le differenze tra pesce e pesciolino nella loro composizione e nel loro significato?

Pesc/e: radice e desinenza;
pesc/iolin/o: radice, suffisso e desinenza.

3 Tra una parola e l’altra ho sentito una parolaccia.  

Quali sono le differenze tra parola e parolaccia nella loro composizione e nel loro significato?

Parol/a: radice e desinenza;
parol/acci/a: radice, suffisso e desinenza.
Parolaccia e pesciolino sono due nomi alterati. Un nome alterato è costituito da un primitivo con l’aggiunta di un prefisso e/o un suffisso; sottolinea la grandezza e la piccolezza oppure la piacevolezza e la spiacevolezza.

Qual è la differenza tra un nome derivato e un nome alterato?
Pesce -> pesciolino -> un nome primitivo e uno alterato  indicano sempre la stessa cosa;
Cassa -> cassiera  -> un nome primitivo e uno derivato non indicano la stessa cosa.

4 Il capoclasse suona il pianoforte a mezzogiorno.

Quale particolarità presentano alcune parole della frase n.5 per quanto riguarda la loro composizione?
Capoclasse, pianoforte e mezzogiorno sono formati dall’unione di due parole, pertanto si dicono nomi composti.

Ricapitolando le due lezioni sul nome, distinguiamo nome comune/proprio, individuale/collettivo, primitivo/derivato/alterato/composto, genere e numero.


Proviamo a definire un sostantivo: è una parte variabile del discorso che indica oggetti, persone, animali, idee, sentimenti, luoghi e azioni.

martedì 17 settembre 2013

I sostantivi, I parte ( lezione del 17 settembre )





Quali sono i sostantivi in questa frase? Individuiamoli ricordando la funzione dell'articolo. Perché due sostantivi non sono preceduti dall'articolo? Quale particolarità ortografica presentano?

1 Domani Claudio parte per la città di Venezia con il treno. 

Città e treno → nome comuni → indicano qualcosa o qualcuno in maniera imprecisa, uso della minuscola.
Claudio e Venezia → nome propri → indicano qualcosa o qualcuno in maniera precisa, uso della maiuscola.

Parlando di Ronaldo …

2 Quel giocatore è nella squadra del Real Madrid

Qual è la differenza tra giocatore e squadra? A quali e quanti individui pensiamo?

Giocatore → nome individuale → indica una sola persona , una sola cosa o un solo animale.
Squadra → nome collettivo → indica un insieme di individui della stessa specie. 

Altri esempi di nomi collettivi? Gregge, flotta, biblioteca, roseto, ecc.

3 Gatto, gatta, gatti, gatte.

Che cosa cambia in queste quattro parole? Perché?

Gatt ( radice ) + o/a/i/e ( desinenza ). Con le desinenze si determinano il genere ( maschile e femminile ) e il numero ( singolare e plurale ). 

Tutti i sostantivi hanno quattro desinenze? No. Cerchiamo quelli con 1, 2 e 3 desinenze.

Città ( 1 ), carota ( 2 ), giornalista ( 3 ). 

domenica 15 settembre 2013

Gli articoli ( lezione di sabato 13 settembre 2013 )




Consideriamo le frasi n. 1 e n. 2. Quali parole hanno in comune? In ciascuna frase, quale parola accompagna ‘ gli ’? Il secondo ‘ gli ‘ a chi si riferisce?

1 Gli alberi nel mio giardino sono alti.
2 ( Sto pensando a Mario ) Gli telefono domani.

1 gli -> articolo che accompagna il sostantivo ‘ alberi ‘;
2 gli -> a lui -> a Marco -> pronome ( al posto del nome ) personale che accompagna un verbo.

Attenzione! Gli, le, la e lo non sono necessariamente sempre articoli.

Un compagno entra in classe due volte , in un primo caso pronuncia la frase n.3, mentre in un secondo caso la frase n.4. Vuole esprimere lo stesso concetto?

3 Ho visto la macchina.
4 Ho visto una macchina.

Nella frase n.3 i compagni conoscono la macchina di cui si parla, mentre nella frase n.4 si tratta di una macchina qualunque.

3 la -> articolo determinativo -> si riferisce a qualcosa/qualcuno che sia chi parla sia chi ascolta conosce;
4 una -> articolo indeterminativo -> si riferisce a qualcosa/qualcuno che non si conosce.

Quali elementi cambiano nelle seguenti frasi?

5 La matita e il libro sono sul banco.
6 Le matite e i libri sono sul banco.

L’articolo è una parola variabile: singolare/plurale e maschile/femminile.
Quali informazioni contengono i due ‘ dello ‘ della frase n.7 e n.8?

7 Ho preso dello zucchero.
8 Ho preso il contenitore dello zucchero.

7 dello -> indica una quantità non definita di zucchero, un po’ di zucchero -> articolo partitivo ( come quello determinativo e quello indeterminativo accompagna sempre un sostantivo ).
8 dello -> specifica che cosa c’è nel contenitore, non può essere sostituito da “un po’ di “ e non può essere eliminato -> preposizione.

Insieme proviamo a definire l’articolo:


L’articolo è una parte del discorso variabile che precede un sostantivo. E’ determinativo se si riferisce a qualcosa/qualcuno che si conosce, indeterminativo se si riferisce a qualcosa/qualcuno che non si conosce, infine partitivo se indica una parte, una quantità indefinita.